PERCORSO EDUCATIVO EFFICACE: STRUMENTI PER PROGRAMMARE IL FOLLOWUP

aprile 13th, 2012 No Comments

 

Visalli N., Pandolfo M.M., Suraci C., Abbruzzese S., Altomare M., Carletti S., Lastretti M., Centonze E., Campolonghi S., Lambiase S., Leotta S.

UOC Dietologia, Diabetologia, Malattie metaboliche – Ospedale S. Pertini – Roma

L’educazione terapeutica è componente essenziale dell’efficacia terapeutica: per raggiungere gli obiettivi della cura, il paziente deve sapere gestire, nel tempo, trattamenti complessi e intensivi. Sono efficaci interventi che coinvolgano attivamente i pazienti, ma,spesso, il raggiungimento di un buon controllo metabolico, si mantiene solo a breve termine. Mancano dati di followup a lungo termine.

OBIETTIVO: Identificare strumenti che studino caratteristiche psicologiche del paziente, l’accettazione della malattia, la modifica dei comportamenti, la stabilità dei risultati ottenuti nel tempo per poere programmare la fase di followup educativo.

MATERIALI E METODO: Studiato un campione di 27 pazienti, che partecipano, con incontri settimanali, al programma “Diabetes Conversation Map”, centrato sul paziente e finalizzato a migliorare la comprensione e l`autogestione della patologia, a facilitare l`interazione con gli operatori sanitari. Le persone, apprendono, si impegnano, imparano ascoltando, vedendo, discutendo. Si focalizza l’attenzione sulla disease (malattia oggettivamente valutabile), sugli aspetti psicologici (illness) e sul coinvolgimento sociale (sickness) dell’essere malato. Si costituiscono gruppi di 7-10 pazienti, affetti da diabete di tipo 2, con durata di malattia variabile da pochi mesi e molti anni e con età compresa tra 18 e 75 anni. La non omogeneità del gruppo è fondamentale per mettere a confronto livelli di conoscenza e stati di accettazione della malattia diversi e far sì che, da questo confronto, il paziente esca con la consapevolezza di essere il “maggiore esperto di se stesso”, potenzi le proprie conoscenze sulla patologia, condivida i target terapeutici con il team di cura, verifichi le possibilità di modificare il proprio comportamento. Si utilizzano sei “visual” sui quali sono riprodotte metafore, l’incontro si realizza come un vero e proprio gioco da tavolo.

RISULTATI: Somministrati all’inizio e alla fine del percorso educativo 3 questionari: GISED, valuta il grado di conoscenza del paziente rispetto alla malattia; ATT19 studia l’adattamento del paziente alla sua condizione: valuta la dimensione psicosociale; il questionario delle modifiche di comportamento, con riferimento al modello Prochaska, identifica lo stadio di modifica comportamentale in cui il paziente si trova. I risultati dei questionari sono in corso di valutazione.

CONCLUSIONI:. L’educazione deve essere un ciclo continuo, dinamico per raggiungere obiettivi e fare un bilancio delle acquisizioni. Per quanto valido il percorso educativo, un solo ciclo di educazione non riesce a raggiungere e a stabilizzare gli obiettivi di apprendimento e di modifica comportamentale. E’ necessario identificare strumenti in grado di valutare il grado di modifica del comportamento avvenuta, al fine di potere identificare la tempistica del followup educativo, fondamentale per ottenere interventi efficaci nel tempo.

 


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